FILIPPO GORINI
Pianist
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Eroico Gorini, Grande Monumentale

Una serata dai grandi contrasti dal punto di vista formale, in campo musicale, ieri al Teatro Grande in compagnia di Filippo Gorini, pianista giovanissimo ma preceduto da una solida notorietà e che ha scelto una prima parte dedicata a piccole forme musicali con autori come Ciajkovskij e Brahms, e una seconda riservata al celebre «monumento» della Sonata op. 106 Hammerklavier di Beethoven. Gorini ha ben sottolineato il senso melodico del Chant Lirique di Ciajkovskij, con la sua animata parte centrale, uno schema seguito anche dalla Meditation successiva. E ancora, nella prima parte, le sette Fantasie op. 116 di Brahms, Capricci alternati a Intermezzi nei quali i temi si sono snodati con grandissima grazia come nel quinto Intermezzo, quell’Andante «con grazia ed intimissimo sentimento» che ha costituito uno dei momenti più belli e intensi di tutta questa serie brahmsiana, troppo poco nota rispetto al suo notevole valore musicale. MA TUTTO QUESTO era destinato a impallidire rispetto alla seconda parte della serata, appunto dedicata alla Sonata «Hammerklavier» di Beethoven. Definirla semplicemente monumentale è sminuirla, perché si tratta di una composizione assolutamente visionaria, e per l’epoca rivoluzionaria: l’autore aveva predetto che avrebbe fatto parlare e discutere per mezzo secolo a venire ma si sbagliava di grosso perché ancor oggi, a due secoli di distanza, la sua modernità risulta ancora semplicemente sconvolgente. E Filippo Gorini ne è stato il vero e proprio eroe interpretativo, passando con grande naturalezza dall’immenso Allegro iniziale al brevissimo e frizzante Scherzo e ai paesaggi sconfinati dell’Adagio sostenuto. Ma non era ancora finita, perché dopo il Largo Filippo Gorini ha dovuto affrontare una delle prove più dure dell’intera serata con l’interminabile Fuga che costituisce ancor oggi uno dei pezzi più enigmatici dell’intera produzione beethoveniana. Quando si mette in programma una Sonata come l’Hammerklavier si può star sicuri che il pubblico si dividerà fra chi ritiene questa una composizione troppo ardita e chi invece ammirerà l’enorme novità e lo straordinario talento che occorre per affrontarla: e gli applausi del pubblico per Filippo Gorini testimoniano che la seconda «fazione» è prevalsa senza dubbio ieri sera al Teatro Grande. •

Luigi Fertonani, Brescia Oggi
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